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Riforma scolastica: perché c'è bisogno di nuovi professori

Postato il 5 Giugno 2020
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In questa seconda puntata del mio viaggio verso il cambiamento della scuola italiana, voglio parlare dell’argomento che più mi sta a cuore: i professori.

Siccome sono un docente privato, ma in passato ho lavorato nel pubblico, mi sento professionalmente ed emotivamente coinvolto.

Cercherò di essere il più obiettivo possibile nell’analizzare la componente più importante dell’istruzione, snocciolando pregi e difetti di questo fondamentale ruolo.

Ci sono molti aspetti complessi che ricoprono il ruolo dell’insegnante. Non ho la presunzione di trovare soluzioni ad ogni problema. Solo cerco di fare luce sulla strada che bisognerebbe percorrere.

Lo scopo

Un insegnante è colui che trasferisce le proprie competenze a un gruppo di studenti. Per competenze non s’intende solo quelle tecniche, relative alla sua materia, ma anche ad altre come il modo di ragionare, di esprimersi, di comportarsi, di adattarsi ai cambiamenti.

Il docente deve essere un modello di riferimento ed è un ruolo difficilissimo, non adatto a tutti. Un vero professore non è colui che sa COSA trasmettere, ma è la persona che sa COME trasmettere.

Questo è il vero punto focale. Avere professori che sappiano come si insegna. E come fare per stabilirlo? Prima di tutto vediamo come si diventa professori.

Com’è la selezione attuale

Attualmente ci sono diversi modi per entrare nella scuola italiana. Ogni anno cambia qualcosa e al momento c’è pure l’emergenza covid-19 che complica le cose. L’obiettivo però non è quello di concentrarsi sui dettagli, ma sulla sostanza.

Graduatorie ad esaurimento

Sono inseriti coloro che hanno frequentato una scuola di abilitazione all’insegnamento. Si chiamano così perché dal 2008 non è più possibile iscriversi e quindi tenderanno ad esaurirsi.

Graduatorie di merito

Sono presenti i docenti vincitori di concorso pubblico a cattedra. Vincere un concorso non significa avere già la cattedra, ma entrare a far parte di una lista di pretendenti.

Graduatorie d’istituto 

Le graduatorie di istituto sono articolate in 3 fasce:

I Fascia

comprende i docenti iscritti alle graduatorie ad esaurimento.

II Fascia

comprende i docenti abilitati ma non iscritti nelle graduatorie a esaurimento.

III Fascia

comprende i docenti non abilitati in possesso del titolo di studio valido per l'accesso all'insegnamento.

Scelta libera

Se tuttavia la scuola non riesce a trovare una persona che ricopra l’incarico richiesto, può rivolgersi a chi vuole, anche persone non laureate.

Come dovrebbe essere la selezione

Tutte queste graduatorie di fatto si basano sulle competenze tecniche. In pratica più alto è il voto di laurea, il punteggio al concorso o gli anni d’esperienza e più in alto sarai posizionato nelle liste. Ci sono anche altri elementi che vengono valutati, ma hanno una valenza minore.

Abolire questo sistema!

Togliere il titolo di studio come valore legale!

Non ha senso giudicare la bravura di un insegnante solo dalla sua competenza perché, come già spiegato, un conto è sapere, un altro è saper insegnare.

Pensa al più forte giocatore di calcio, basket o tennis. Secondo te a fine carriera sarà automaticamente il più grande allenatore? No, perché quello che ha fatto per tutta la vita è migliorare le proprie abilità e non trasferirle ad altri.

Secondo il mio modello i criteri di selezione degli insegnanti dovrebbe essere questi:

Test materia

Una serie di domande volte a stabilire la conoscenza della propria materia d’insegnamento. Il livello di superamento fissato all’80%. Già con questa scrematura molti potrebbero rimanere fuori. E’ di fatto la competenza tecnica che comunque deve essere presente.

Preparazione materiale didattico 

materiale didattico

Ogni docente presenta il proprio materiale didattico, fatto di alta qualità e fornito su supporto informatico (Pacchetto office, Pdf, Video….). Per ogni argomento di qualsiasi anno scolastico dovrebbe già aver preparato schemi, riassunti, soluzioni ad esercizi, verifiche d’apprendimento, ecc…

Il materiale è in continua evoluzione e miglioramento, in sintonia con i cambiamenti tecnologici. L’utilizzo è flessibile affinché si adatti alle diverse esigenze.

Per farlo c’è bisogno di un enorme sforzo in termini di tempo e creatività per cui deve essere riconosciuto un incentivo economico.

Test psico-attitudinali

professori

La componente più importante dei professori deve essere l’empatia. Un altro elemento fondamentale è la capacità di relazionarsi con persone diverse. Pregi di un buon insegnante sono la creatività, la predisposizione ai cambiamenti, l’organizzazione

Tutti questi elementi devono essere valutati da psicologi che sono le persone più adatte a comprendere i comportamenti delle persone.

Le valutazioni non possono essere fatte solo all’inizio, ma costantemente monitorate con frequenza almeno annuale.

Uso della tecnologia

La tecnologia non è solo un mezzo che permette di fare molte cose, ma è anche e soprattutto il mondo in cui i giovani sono immersi.

E’ l’ecosistema dove ci si interfaccia meglio con gli utenti finali, cioè gli studenti. 

E’ come se un’azienda di servizi non fosse presente in internet o sui social. Avrebbe uno svantaggio competitivo enorme perché non in grado di raggiungere i clienti.

Gli studenti sono i nostri clienti e dobbiamo offrire loro un servizio top. Per farlo c’è bisogno di sapere usare i social, fare video, saper condurre una lezione online, sfruttare il materiale presente in rete.

Questo aspetto, se usato bene, può anche essere utile per creare una buona relazione con gli alunni.

La maggior parte del corpo docente attuale sarebbe tagliato fuori per incompetenza pratica dei vari strumenti. Non è sufficiente saper usare la tecnologia, ma è necessario. Denota anche una capacità di evoluzione.

Considerazioni sulla selezione

Capite bene che se un aspirante professore riuscisse a passare i 4 punti elencati, perderebbe di significato la sua laurea o l’esperienza pregressa.

Il problema vero potrebbe essere la severità di questo tipo di selezione e quindi il mancato raggiungimento dei posti necessari.

Questo non è da sottovalutare, ma facendo leva su altri aspetti anche l’offerta potrebbe cambiare. Per esempio aumentando gli stipendi, i premi, le motivazioni, il ruolo dell’insegnante diventerebbe appetibile anche ad altri che mai hanno pensato alla carriera didattica. Ne parlerò approfonditamente in un altro capitolo del documentario.

Per farti capire ancor di più di cosa sto parlando, ti racconto un episodio capitato nel 2013 quando mi iscrissi al concorso pubblico. Prima del concorso ci fu una pre-selezione nella quale si presentarono in 80.000. Il test era diviso in 4 aree: logico-matematico, comprensione del testo, informatica, lingua straniera. 

All’epoca non conoscevo lingue estere, sbagliai tutte le domande di quell’area, ma riuscii comunque a passarlo. Poi però mi trasferii all’estero senza proseguire nel concorso.

Dei restanti partecipanti, ⅔ non ce la fecero. Mi chiesi, come puoi presentarti ad una selezione e non passare un pre-test? Neanche il concorso vero e proprio.

Il perchè sta nel fatto che il ruolo del docente è visto come ripiego, non come aspirazione. Coloro che non hanno un lavoro fisso, cercano una sicurezza nel settore pubblico anche se non hanno la vocazione a farlo.

La mancanza di fondi in questo settore strategico, gli stipendi bassi in relazione all’importanza della figura professionale, la bassa considerazione nella società, sono tutti elementi che inevitabilmente non attraggono le menti più brillanti.

Chi sceglie questo lavoro deve essere motivato, deve svolgerlo in funzione degli altri, deve attingere a tutte le risorse possibili per farlo al meglio, deve migliorarsi ogni anno, deve aggiornarsi costantemente.

L’istruzione è alla base della società e un docente ne è in parte responsabile.

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Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.

(CHARLES DARWIN - Antropologo inglese)

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