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7 vantaggi nell'abolire la bocciatura

Postato il 29 Maggio 2020
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Questo è il primo articolo sulla mia idea di cambiare totalmente la scuola italiana e guardando il titolo sembra una provocazione, invece è il punto cardine dal quale bisogna partire: abolire la bocciatura. 

Le origini

Sono un docente di statistica e matematica dal 2007. Fino a qualche anno fa insegnavo nelle scuole superiori di Cremona e ho tenuto qualche corso all’università Bicocca di Milano, ma questo non mi rendeva felice. Vedere gli studenti che ti apprezzavano era la cosa più gratificante, non sempre tra l’altro, ma c’erano un sacco di problemi che superavano i benefici. 

Da sempre ho trovato più soddisfacente fare lezioni private e in questo mi sono specializzato riuscendo addirittura a spostare tutto online. Mi ha reso libero di lavorare dove voglio e poter esprimere tutta la mia passione per la didattica.

Ho vissuto molti anni dentro il sistema scolastico italiano e purtroppo ho visto le cose che non funzionano. Senza fare retorica, voglio esprimere la mia visione di scuola futura e attraverso un mini-documentario cercherò di analizzare i punti per poter cambiare l’istruzione in Italia. 

Cambiare è un eufemismo, forse le parole più adeguate sarebbero spazzare via, innovare, creare…...chi lo sa. Non ho la presunzione di cambiarla io, è solo un pensiero che spero possa essere messo in pratica da persone più brave di me.

L’illusione della promozione

Lo faccio partendo per assurdo dalla fine ovvero lo scopo per cui uno studente studia: la promozione. Già questa cosa mi fa pensare. Perché è così importante la promozione visto che anche quando la si raggiunge, lo studente non sa nulla? Oggi i titoli di studio non dovrebbero avere valore legale. 

Il numero di diplomati e laureati italiani è più alto rispetto a 30 anni fa, ma le qualità con cui uno studente esce dalla scuola si sono notevolmente abbassate. 

Mi affido a una metafora per dire cosa significhi essere promosso al giorno d’oggi:

Esempio del matrimonio

Abolire la bocciatura: la rivoluzione nella istruzione

Supponi di avere da sempre il desiderio di sposarti, anzi l’ossessione. Un giorno conosci una persona che non ti piace molto, ma pur di sposarti sei disposto/a a fare di tutto per raggiungere il tuo obiettivo.

Quando dico di tutto mi riferisco a mentire, trovare scappatoie, fingere di amare questa persona solo per portarla all’altare, ma fregandotene del suo pensiero, dei suoi sentimenti, dimenticando tutto appena sposati.

In cambio dopo il matrimonio non avere niente. Niente soldi, niente sesso, niente figli, niente felicità. Anzi dover ricominciare tutto da capo... come ti sentiresti?

Male immagino, anzi senza senso. Ecco, per me questo è il percorso che fa uno “studente medio” che vuole ostinatamente un titolo, il quale non lo renderà né felice né competente.

La motivazione (parte 1)

Quando uno studente si diploma o si laurea entra in un vortice in cui probabilmente il titolo gli servirà a poco. Scontrarsi con il mondo del lavoro ci fa capire di avere competenze inadeguate, un pò scoraggia, ci fa accettare lavori scomodi per necessità o demotivazione. Quindi a che serve aver studiato tanto?

Se ti fermi a pensare un attimo, quando togli la bocciatura, non togli lo scopo ma lo cambi. Gli studenti vanni motivati non vanno obbligati a studiare. Con la tecnologia odierna una qualsiasi persona può raggiungere livelli altissimi in qualsiasi campo anche senza titolo di studio.

Pensa come questa cosa potrebbe essere potente se gli alunni fossero immersi in un ecosistema che li forma come persone prima ancora che lavoratori.

Pensa se un giovane si alzasse alla mattina con l’entusiasmo di andare a scuola. Pensa se arrivare tardi in classe significasse perdere una cosa importante, come quando da piccolo arrivavi tardi al campetto e gli altri avevano già fatto le squadre. 

Pensa se uno studente volesse sempre sfidare i propri compagni nell’apprendere una materia, un po' come quando gioca online con avversari da tutto il mondo.

Lo so questo può sembrare utopia ma fino a 10 anni fa, dico un decennio fa non un secolo, quando ancora gli smartphone non avevano completamente preso la vita di tutti noi, la società era completamente diversa. 

Com’è possibile che tutto si sia trasformato mentre la scuola sia rimasta pressoché identica? Perché il metodo di studio non è cambiato? Non basta una lavagna elettronica o una sala informatica all’avanguardia per cambiare il sistema, c’è bisogno di molto di più.

Dati statistici

Non voglio perdermi in discorsi filosofici, meglio osservare la situazione italiana dal punto di vista dei numeri. 

Abolire la bocciatura: la rivoluzione nella istruzione

In questo grafico trovi i promossi, i rimandati ed i bocciati in Italia dal 2014 al 2018. La banda rossa rappresenta i bocciati e cosa noti? È diminuita vero?

Precisamente si è passati dal 10% circa al 6,8% e la tendenza è in continua diminuzione. Significa che gli studenti italiani migliorano ogni anno? Che la qualità dell’istruzione è migliorata? Tutt’altro direi.

Ti mostro anche quest’altro grafico che ti suddivide le bocciature per tipologia di classi. 

Abolire la bocciatura: la rivoluzione nella istruzione

Alle medie la percentuale di bocciature è di circa il 3%. Alle superiori solo in prima c’è una scrematura forte che raggiunge il 10%, ma poi più si va avanti e più questa percentuale crolla.

In definitiva anche senza una legge formale, la bocciatura sta già scomparendo dalle scuole.

Significato della bocciatura

Un tempo la bocciatura aveva un significato ben preciso, anzi due:

Il primo era di tipo tecnico perché non eri riuscito a raggiungere un livello sufficiente di competenze che la scuola stessa ti chiedeva.

Il secondo era di tipo educativo perché l’essere bocciato era visto come una cosa abbastanza grave e dovevi rimediare. 

I genitori stavano sempre dalla parte dei professori e a te rimaneva la macchia della bocciatura. Se poi accadeva una seconda volta allora la strada del lavoro non te la toglieva nessuno. 

Io stesso sono stato bocciato in seconda superiore ed era impossibile far capire a professori, genitori, amici che non ero poi così stupido o fannullone come credevano, ma che magari c’erano altri motivi.

Solo quando mi sono laureato l’etichetta è cambiata da scansafatiche a persona molto intelligente perché mi ero laureato in una materia tanto difficile come la statistica.

Non ero stupido a 15 anni né un genio a 23, semplicemente era cambiata la motivazione.

A questo punto una persona potrebbe chiedersi: “Ok togliamo la bocciatura e come facciamo a distinguere una persona brava da una che non lo è?”.

Nel prosieguo del documentario spiegherò nel dettaglio la mia idea ma per il momento a grandi linee ti posso dire che le valutazioni formali, che siano test scritti, orali, tesine o qualcosa di simile rimarrebbero, ma strutturate in una maniera differente e con lo scopo finale di fare una radiografia dello studente che non comporti la bocciatura.

La motivazione (parte 2)

Quello su cui dovremmo focalizzarci è la motivazione. Se uno studente è stimolato studierà anche di più rispetto a quello che gli si chiede.

Per essere motivato l’alunno deve avere dei bravi professori, delle strutture adeguate, un’educazione che gli sia stata trasmessa e non imposta

Tutto questo è frutto di un cambiamento socio culturale che comprende la scuola in primis, ma che si sviluppa anche al di fuori grazie ai genitori, all’ambiente in cui vive e a molti altri fattori.

Si potrebbe pensare anche ad una motivazione economica visto che il concetto di borsa di studio è già presente nella scuola. Al giorno d’oggi non dovrebbe essere premiato chi prende tutti 10 in pagella ma chi, grazie agli strumenti a disposizione, li usa per creare qualcosa di utile. Le start-up più creative ed innovative sono nate da persone giovani.

Il raggiungimento dell’obiettivo non dovrebbe essere individuale ma collettivo per acquisire capacità di leadership e di cooperazione che sono migliori di qualsiasi altra competenza.

Ciò favorirebbe non solo l’apprendimento didattico ma anche il pensiero creativo, la socializzazione, il rispetto delle regole che gli studenti difficilmente sviluppano nell’ambiente scolastico.

I vantaggi nell’abolizione della bocciatura

- Tempo 

Gli scrutini, finali o intermedi, sono una perdita di tempo enorme. Togliere la promozione li renderebbe inutili. Il tempo risparmiato potrebbe essere reinvestito in progetti creativi interni alla scuola.

- Assenza dei ricorsi

Ogni anno ci sono complicanze legate a ricorsi da parte dei genitori sui figli che vengono bocciati. Anziché ingolfare la già complicata burocrazia meglio usare quel tempo per migliorare la qualità delle lezioni.

- Diminuzione dello stress

Tutti gli addetti ai lavori subirebbero un abbassamento dello stress focalizzandosi meglio sulle cose importanti dell’istruzione.

- Vantaggi per gli studenti

Non avrebbero l’ansia di essere bocciati e rimarrebbero più concentrati nello studio. Come detto prima bisogna cambiare lo scopo a favore di qualcosa di più stimolante.

- Vantaggi per i genitori

Per lo stesso motivo di cui sopra, l’ansia principale della bocciatura non ci sarebbe più. Magari questo sistema può stimolare la comunicazione con i figli oppure il coinvolgimento in attività creative didattiche.

- Vantaggi per i professori

Non avrebbero quel senso di colpa o di paura nel prendere la decisione di bocciare. Il loro unico obiettivo sarebbe insegnare bene.

- Vantaggi per le scuole

Avrebbero in mano un sistema più snello e privo di una parte di problemi. L’idea generale è sempre quella di togliere problemi per migliorare il sistema complessivo.

Conclusioni

Di vantaggi ne vedo molti di più rispetto a quelli elencati, ma sicuramente ci sarà qualche lettore che avrà forti dubbi e obiezioni da fare.

Sembra logico che se non c’è nulla da dimostrare da parte dello studente, egli si senta libero di fare tutto ciò che vuole.

Secondo me è sbagliato pensare che questo porti a un peggioramento della situazione, anzi.

Le maggiori aziende tecnologiche lasciano molto liberi i propri dipendenti in termini di ore lavorative, luoghi, giorni di vacanza. Questo genera fiducia, creatività, gioia di lavorare che ripaga l’azienda sia a livello economico che umano.

Perché non possiamo pensare che questo accada anche nel mondo dell’istruzione?

Prosegui questo viaggio nel mondo della riforma scolastica andando a vedere il secondo articolo sul ruolo dei professori.

BONUS VIDEO: Se ti interessa sapere chi sono e cosa faccio dai un'occhiata al mio video di presentazione

Dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente. Non temete le difficoltà: io ne ho passate molte, e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona.

(RITA LEVI-MONTALCINI - Neurologa italiana)

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