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Il linguaggio APA per i dati statistici. 1 modo, 1000 regole.

Postato il 25 Aprile 2023
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Se ti stai approcciando alla scrittura della tesi di laurea, oppure hai già scritto una tesi o un articolo scientifico, o anche semplicemente hai dovuto cercare dei testi di approfondimento per studiare a fondo un argomento di tuo interesse, sei sicuramente già venuto a contatto con il linguaggio APA.

Magari leggendo questi termini non ti sembrerà sia così, ma questo è solo il nome ufficiale delle regole da seguire quando si devono citare in varie modi, all’interno di un testo, delle fonti. Il linguaggio APA è, quindi, quello utilizzato per le bibliografie dei saggi, per esempio, oppure per le note, per le abbreviazioni, per le intestazioni e i sommari, ed è regolato da strutture specifiche, create al fine di rendere subito chiaro e facilmente leggibile queste citazioni a chiunque lo conosca.

In particolare, però, in questo articolo mi dedicherò allo spiegarti come riportare i tuoi dati statistici come ANOVA, t-test a campioni indipendenti, t-test a campioni accoppiati, Chi Quadro, e molto altro con il linguaggio APA, così da saper non solo scrivere la tua tesi o un articolo scientifico, ma anche leggere in modo dettagliato quello degli altri.

Attenzione: il linguaggio APA è molto specifico, quindi ogni dettaglio (anche minimo, come gli spazi ad esempio) è fondamentale. Quando ti appresti a scrivere con lo stile APA, perciò, controlla con cura ogni particolare.

Il corsivo (Italics)

Quando trascrivi i tuoi dati utilizzando il linguaggio APA devi fare attenzione all’uso del corsivo

Se, ad esempio, scrivi

  • β = -.34 - il dato NON è riportato nel modo corretto
  • t(225) = 6.53 - il dato NON è riportato nel modo corretto

ci sono ben due errori. Difatti, la β non deve essere scritta in corsivo, mentre la t deve essere in corsivo.

La regola è quindi che, quando si riportano simboli statistici, le lettere dell’alfabeto latino (come la t) devono essere scritte in corsivo, ma non quelle appartenenti all’alfabeto greco (come la β).

I decimali

Il numero di decimali da riportare varia a seconda del dato. 

Se, infatti, per il p-value possiamo riportare fino a 3 decimali (ad esempio: p=.022), per quanto riguarda i test statistici devono essere arrotondati a 2 decimali (lo stesso vale per le correlazioni e per le proporzioni).

Per fare un esempio, riprendendo lo stesso valore di t utilizzato precedentemente:

  • t(225) = 6.5314 - il dato NON è riportato nel modo corretto
  • t(225) = 6.53 - il dato è riportato nel modo corretto

Lo zero prima dei decimali

Come visto nel punto precedente, il p-value si deve riportare come p=.022 (ad esempio). Il dato completo sarebbe p=0.022, ma lo 0 viene omesso.

Questo perchè la regola del linguaggio APA dice che, se teoricamente il dato non può essere maggiore di 1 o minore di -1 (come nel caso del p-value), allora non c’è bisogno di riportare lo 0. Se, invece, teoricamente il dato può essere maggiore di 1 e minore di -1 (come, ad esempio, può essere la deviazione standard), allora lo 0 va riportato

Valori che non possono essere > 1 e < -1

  • p=0.022 - il dato NON è riportato nel modo corretto
  • p=.022 - il dato è riportato nel modo corretto

Valori che possono essere > 1 e < -1

  • d=.47 - il dato NON è riportato nel modo corretto
  • d=0.47 - il dato è riportato nel modo corretto

Altri valori statistici in cui non va riportato lo 0 sono:

  • Correlazioni
  • R-quadro
  • Misure dell’effect size basate sulla varianza come eta-quadro e beta-quadro

Le parentesi

Come abbiamo già sottolineato, nel linguaggio APA ogni dettaglio è fondamentale, e questa affermazione vale anche per le parentesi. Come fare quindi quando si devono riportare, ad esempio, le deviazioni standard presenti in test statistici? Si deve ricorrere alla virgola all’interno della frase.

Si avrà quindi, ad esempio:

“C’è stato un effetto significativo per quanto riguarda il genere, per cui gli uomini hanno ottenuto risultati maggiori rispetto alle donne”

(t(54) = 5.43 - p < .001) - il dato NON è riportato nel modo corretto

t(54) = 5.43, p < .001 - il dato è riportato nel modo corretto

N o n?

Nel linguaggio APA con la lettera N maiuscola si indica la dimensione del campione analizzato, mentre i sottocampioni (come potrebbero essere, riprendendo l’esempio precedente, uomini e donne) vengono indicati con n minuscola

Il p-value

La trascrizione del p-value dipende dal valore che esso ha, e cioè se è maggiore o minore di .05.

A seconda di questa variabile, avremo diverse situazioni.

P-value > .05

Se il p-value è > .05 allora bisogna riportare l’intero valore, seguito da ns (che sta per “non significativo”). Sia ns che p devono essere in corsivo.

Ad esempio: 

p= .397, ns

P-value compreso tra .05 e .001

Se il p-value è compreso tra .05 e .001 bisogna solamente riportare l’intero valore

Ad esempio:

p=.022

P-value < .001

Infine, se il p-value è così piccolo da essere minore di .001, alcuni software (come SPSS) lo riporteranno come p=.000. Il dato, però, non può essere riportato in questo modo: se il risultato della tua analisi è un valore così piccolo da essere arrotondato a 0, allora il linguaggio APA richiede che si debba scrivere come

p= < .001

senza riportare l’esatto valore.

La media aritmetica e la deviazione standard

Nel linguaggio APA i valori della Media Aritmetica (M) e della Deviazione Standard (SD), per chiarezza, devono essere riportati tra parentesi.

Ad esempio:

  • "Il campione totale analizzato era relativamente giovane (M = 19.22, SD = 3.45)"
  • "L’età media degli studenti era 19.22 anni (SD = 3.45)."

Se vuoi rinfrescare la memoria con il calcolo e il significato della media aritmetica ti lascio un esercizio svolto tratto dal mio CORSO DI STATISTICA DESCRITTIVA

YouTube video

La percentuale 

Come per Media e Deviazione Standard, il linguaggio APA richiede che anche le percentuali vanno riportate tra parentesi per chiarezza. Inoltre, come già accennato precedentemente, il valore della percentuale deve essere arrotondato per intero, senza riportare quindi i decimali. 

  • "Quasi la metà (49%) del campione analizzato era sposato."

Il test del Chi-Quadrato

La statistica del test Chi-Quadrato deve essere riportata, secondo il linguaggio APA, indicando i gradi di libertà, in inglese degree of freedom (df) e l’ampiezza del campione tra parentesi, seguita poi dal valore del Chi-Quadrato (arrotondato a due soli decimali), e dal livello di significatività, cioè il p-value. 

  • "La percentuale di partecipanti sposati non si differenziava a seconda della nazione, χ2(3, N = 90) = 0.89, p = .35."

Sotto un video in cui ti spiego in modo semplice il test del chi quadro con una metafora statistica.

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Il t-test

Il t-test va riportato come il test del Chi-Quadrato, con la differenza che tra parentesi troviamo solo i gradi di libertà. A seguire vanno poi riportati la statistica del t-test (arrotondata a due soli decimali) e il livello di significatività, o p-value. 

Come abbiamo visto precedentemente parlando dell’utilizzo della virgola e delle parentesi, avremo: 

  • "C’è stato un effetto significativo per quanto riguarda il genere, t(54) = 5.43, p < .001, per cui gli uomini hanno ottenuto risultati maggiori rispetto alle donne."

ANOVA (a una o a più vie)

Quando si devono riportare i valori dell’ANOVA (sia essa ad una via o a più vie), il linguaggio APA prevede che vengano riportati allo stesso modo del t-test, con la differenza che, in questo caso, i gradi di libertà da segnalare sono 2.
Andranno quindi riportati prima i gdl del numeratore e poi quelli del denominatore del test F. A seguire il valore del test F (arrotondato a due soli decimali) e il p-value.

  • "C’è stato un principale effetto significativo per quanto riguarda il trattamento, F(1, 145) = 5.43, p = .02 e un’interazione significativa, F(2, 145) = 3.24, p = .04."

Il test F

Quando si devono riportare i valori del test F bisogna stare particolarmente attenti agli spazi. Il corretto linguaggio APA richiede, infatti, che non ci siano spazi tra la lettera F e le parentesi, ma che ci sia uno spazio tra la virgola e i decimali riportati

Si avrà quindi:

  • F (1,145) - il dato NON è riportato nel modo corretto
  • F(1, 145) - il dato è riportato nel modo corretto

Le correlazioni

Le correlazioni devono essere riportate inserendo la variabile (che è N-2) tra parentesi, seguita dal p-value

  • "Le due variabili erano tra loro fortemente correlate, r(55) = .49, p < .01."

La regressione lineare

I risultati della regressione, solitamente, sono di più facile comprensione se rappresentati attraverso una tabella. Se vuoi invece trascriverli sotto forma di testo, il linguaggio APA non presenta regole specifiche su questo argomento, però ti consiglio di riportare perlomeno il coefficiente di regressione standardizzato o quello non standardizzato (scegli quello più facilmente interpretabile a seconda dei dati), insieme al t-test e al corrispondente p-value. 

Inoltre, è consuetudine riportare la percentuale di varianza spiegata, insieme al corrispondente test F. 

  • "Il supporto sociale ha predetto significativamente i punteggi della depressione, β = -.34, t(225) = 6.53, p < .001."
  • "Il supporto sociale ha anche spiegato una percentuale significativa della varianza nei punteggi della depressione, R2 = .12, F(1, 225) = 42.64, p < .001."

Le tabelle

Infine, ricorda che le tabelle sono utili quando noti che, nel tuo paragrafo, hai più numero che testo. Se però decidi di inserire i tuoi dati in una tabella allora non devi riportare le stesse informazioni nel testo. O inserisci i valori nella tabella o nel paragrafo, non in entrambi

Linguaggio APA EXCEL

Excel fornisce un supporto anche per il linguaggio APA. Di seguito uno screenshot che spiega come inserire una citazione dopo un riferimento

Linguaggio APA

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